Wabi-Sabi: perfetta imperfezione

Wabi-Sabi è il concetto fondamentale dell’estetica giapponese, in italiano significa “perfetta imperfezione”. Il wabi-sabi insegna ad esercitare il distacco dall’idea di perfezione assoluta, per riscoprire la bellezza di una creazione intuitiva e spontanea, forse incompleta ma sicuramente ricca di originalità. Come parte integrante della cultura nipponica, il wabi-sabi, nella sua forma più pura e idealizzata, è proprio questo: un impalpabile paradigma estetico che si arriva ad intuire pienamente solo dopo anni di contemplazione.

Il termine wabi-sabi è composto da due vocaboli distinti, dal significato piuttosto sfuggente.

Wabi” suggerisce un concetto di bellezza discreta, generata dalla presenza di un’imperfezione naturale o introdotta in modo casuale dai processi di lavorazione artigianale, ma mai simbolica e intenzionale.

Sabi” sottintende un’idea di bellezza legata al passare del tempo, che può manifestarsi solo in seguito all’usura e all’invecchiamento, come può accadere per le rughe che solcano il volto di un uomo, o la patina che ricopre inevitabilmente gli oggetti che usiamo.

Il wabi–sabi trae dalla natura le sue tre lezioni fondamentali: nulla è perfetto, nulla è permanente, nulla è completo. La bellezza è quindi intimamente intrecciata con l’imperfezione e la caducità delle cose.

Sara Proietti